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PROVINCIA DI ANCONA
Ancona è un'importante città del centro Italia situata sul Mare Adriatico con oltre 100.000 abitanti (area urbana oltre 150.000 ab.), capoluogo dell'omonima provincia e della regione Marche, suo primario centro economico e portuale oltre che principale centro urbano per dimensioni e popolazione. Slanciata verso il mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. Il nome stesso della città ricorda la sua posizione geografica: "ankon" in greco significa gomito, e così la chiamarono i Greci, che fondarono la città nel 387 a.C.. L'origine greca di Ancona è ricordata dall'epiteto con la quale è conosciuta: la "città dorica". Ancona è caratterizzata dalla posizione a picco sul mare, dal centro ricco di storia e di monumenti, dai parchi semi-urbani ben conservati e dai meravigliosi dintorni. molevanvitelliana portonovoI rioni storici, arrampicati su varie colline, si affacciano sull'arco del porto come intorno al palcoscenico di un teatro. Dal suo porto partono ogni anno circa un milione di viaggiatori diretti soprattutto in Grecia e Croazia, ma anche in Albania, Turchia e Montenegro; è infatti il primo porto adriatico per numero di imbarchi, e uno dei primi per le merci e per la pesca. La città di Ancona sorge nella costa dell'Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali di monte Conero o Monte d'Ancona (572 m s.l.m.). Questo promontorio dà origine ad un golfo, il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale. Il luogo dove sorge Ancona rientra nella zona ad alta sismicità. La città possiede varie spiagge; la più centrale è quella del Passetto, tipica spiaggia di costa alta, ricca di scogli, tra i quali la Seggiola del Papa (uno dei simboli della città), lo scoglio del Quadrato, molto apprezzato per la possibilità di tuffarsi nell'acqua profonda. A Nord del porto le costa è bassa. In questa zona da ricordare è la spiaggia di Palombina, sabbiosa, di carattere urbano e con un'aria vivacemente popolare, in vista del golfo dorico e bordata dalla linea ferroviaria. Il territorio cittadino è caratterizzato da un'alternanza di fasce collinari e di vallate. La fascia di colline più settentrionale, affacciata direttamente sul mare, comprende il Colle Guasco sul quale svetta il Duomo, il Colle dei Cappuccini con il Faro, Monte Cardeto con le sue fortificazioni immerse nel verde del parco omonimo. Più a Sud si trova la vallata un tempo detta Piana degli Orti, oggi attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria. A Sud di questa vallata c'è poi la seconda fascia collinare, con il colle Astagno, sul quale sorge la Cittadella, un grande polmone verde all'interno della città. Il colle di Santo Stefano, con il parco del Pincio, Monte Pulito, con la sede dell'Ammiragliato, Monte Pelago, con il piccolo osservatorio astronomico, ed infine il Monte Santa Margherita, a picco sul mare, occupato nelle sue pendici Nord dal parco del Passetto. La vallata che si trova ancora a Sud è costituita da Valle Miano e dal Piano San Lazzaro, occupato dal quartiere omonimo, il solo pianeggiante della città. Ancora a Sud la fascia di colline periferiche e infine la vallata dei Piani della Baraccola. Molte sono le vie di comunicazione verso Ancona. La città, infatti, è attraversata dall'autostrada e dalla rete ferroviaria. Vicino sono situati il porto marittimo e l'aeroporto. L'attuale zona centrale di Ancona ospitava alcuni insediamenti già nell'Età del Bronzo e nell'Età del Ferro ma fu nel 387 a.C. che un gruppo di esuli siracusani, attratti dal grande porto naturale, fondarono la città sul colle Guasco. All'arrivo dei Romani nelle Marche le popolazioni locali cercarono inizialmente una convivenza pacifica e Ancona attraversò un periodo di transizione tra la civiltà greca e quella romana, anche dal punto di vista linguistico. Dal 113 a.C. Ancona può considerarsi città romana, pur orgogliosa delle proprie origini greche. I Romani consideravano Ancona l'accesso d'Italia da Oriente e quindi la sede naturale dei commerci con la Dalmazia, L'Egitto e l'Asia. Comprendendo l'importanza strategica e commerciale che aveva Ancona, l'imperatore Traiano fortificò la città e ne ampliò il porto. Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente Ancona rimase tra i possessi dell'Impero Romano d'Oriente e fece parte della Pentapoli marittima assieme alle città di Senigallia, Fano, Pesaro e Rimini, per difendersi dal tentativo di conquista dei Visigoti, dei Vandali e dei Goti. Dopo un breve periodo sotto il dominio longobardo, nel 774 d.C. la città passò allo Stato della Chiesa. Con l'istituzione del Sacro Romano Impero la città fu posta a capo della Marca di Ancona, che dopo aver assorbito le marche di Camerino e di Fermo comprese quasi tutta l'odierna regione Marche. A partire dall'anno 1000 la città iniziò un cammino verso l'indipendenza. Alla fine dell'XII secolo Ancona è ormai un libero comune ed una repubblica marinara. Si scontrò così sia con il Sacro Romano Impero, che tentò ripetutamente di ristabilire il suo effettivo potere, sia con Venezia, che non accettava nell'Adriatico un'altra città marinara. La forza di Ancona, comunque, era tale che, nel 1137 respinse l'imperatore Lotario II, e nel 1167 anche l'imperatore Federico Barbarossa e nel 1174, quando il Barbarossa inviò ad Ancona il suo luogotenente, l'Arcivescovo Cristiano di Magonza, per sottomettere una buona volta la città, la città uscì vittoriosa ancora una volta. La città in seguito partecipò a diverse crociate e nelle lotte fra Papa ed Imperatore del XIII secolo, Ancona fu di parte guelfa. Nel 1532 Ancona dovette rinunciare all'indipendenza poiché il papa Clemente VII la incorporò nei domini dello Stato Pontificio. A causa della scoperta dell'America, e della caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi, il centro dei commerci si era ormai spostato dal Mediterraneo all'Atlantico e per tutte le città marinare italiane, compresa Ancona, iniziò un periodo di recessione che durò per tutto il XVII secolo e ebbe sollievo solo con papa Clemente XII, che nel 1732 concesse il porto franco, e l'economia vide una nuova luce. Nel 1797 Napoleone occupò la città e proclamò la Repubblica Anconitana, che nel 1798 venne annessa alla prima Repubblica Romana. Nel 1799, dopo sei mesi di assedio austriaco i francesi cedettero. La Francia riconquistò la città nel 1801, che dal 1808 entrò nel Regno Italico napoleonico. Tornò a far parte dello Stato Pontificio nel 1815, con la Restaurazione. Il dominio francese aveva lasciato nella città le idee rivoluzionarie di libertà, e questo permise la diffusione della Carboneria; rimase a lungo nella città Massimo d'Azeglio. Ancona partecipò ai moti del 1831-33 che vennero repressi con processi e condanne a morte. Nel 1849, Ancona si dichiarò libera dal dominio papale e appartenente alla (seconda) Repubblica Romana. Ancona, tornata nelle mani del papa, subì un lungo periodo di occupazione militare austriaca. Dopo l'Unità d'Italia Ancona venne insignita della medaglia d'oro al valor militare per l'eroismo e l'attaccamento agli ideali di libertà e di indipendenza dimostrati nel 1849. Il 29 settembre 1860 le truppe dei generali Cialdini e Manfredo Fanti entrarono vittoriose in Ancona. Nel novembre dello stesso anno un plebiscito ufficializzò l'ingresso di Ancona nel Regno d'Italia. Durante il ventennio fascista la città di Ancona ebbe un notevole sviluppo urbanistico, ma negli ultimi anni della seconda guerra mondiale Ancona subì numerosissimi bombardamenti da parte delle forze alleate, che dovevano preparare il passaggio del fronte. Il 16 ottobre 1943 un terribile bombardamento colpì la città provocando 165 morti e 300 feriti, ma fu solo il primo di molti altri, ancora più spaventosi. Finalmente il 18 luglio 1944 il generale Wladislaw Anders a capo dell'esercito polacco entrò in Ancona e la liberò dai tedeschi. Nei mesi immediatamente successivi alla fine della guerra in città arrivarono migliaia di profughi dalmati ed istriani, molti dei quali poi si stabilirono in città. Nei primi decenni del dopoguerra, ci fu la fondazione dell'università, nel 1959 e nel 1967 Giorgio Fuà fondò l'Istituto superiore di studi economici Adriano Olivetti (ISTAO) che si occupa della formazione professionale avanzata dei quadri nella gestione economica delle aziende.
(Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: "Ancona". )
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